SOSTENIBILITA’ E AI NEL FUTURO DELLE IMPRESE

Milano – “Le imprese del terziario lombardo hanno intrapreso ormai da tempo la sfida della sostenibilità nella sua triplice accezione ambientale, sociale e di governance, consapevoli di quanto percorrere questa strada rappresenti un’opportunità di miglioramento delle proprie performance e di avere un impatto positivo su ambiente e società”. Così il vicepresidente vicario di Confcommercio Lombardia Carlo Massoletti commenta la nona edizione del “Rapporto Lombardia” redatto da PoliS Lombardia e presentato oggi, martedì 24 febbraio, da Giovanna Beretta, presidente del Comitato d’Indirizzo, e Raffaello Vignali, direttore scientifico. Durante l’evento ha portato il suo contributo Piero Bassetti, presidente della Fondazione Giannino Bassetti. Storicamente dedicato alla sostenibilità, quest’anno lo studio è arricchito dal contributo che l’intelligenza artificiale può dare per la crescita competitiva del sistema economico e sociale lombardo. La sostenibilità è ormai centrale per le imprese del terziario lombardo: la quinta indagine di Confcommercio Lombardia sul tema evidenzia che quasi nove imprese su dieci hanno realizzato investimenti in questa direzione nell’ultimo triennio: il 62% prevede di farne nei prossimi due anni e sei imprese su dieci hanno modificato il proprio modello di business. Imprese che, nel tempo, si sono spinte oltre un concetto esclusivamente ambientale di sostenibilità, con il 39% che adotta politiche di welfare verso i propri dipendenti. Anche nei comparti rappresentati da Confcommercio Lombardia la sostenibilità può essere sostenuta dall’intelligenza artificiale che entro la fine del 2026 sarà utilizzata dall’ampia maggioranza delle imprese del terziario lombardo (dati di un’indagine di Confcommercio Lombardia in collaborazione con Format Research). Basti pensare al suo contributo per il contrasto allo spreco alimentare o, ancora, a quello per l’efficienza energetica. “Il terziario lombardo – aggiunge Massoletti – sta compiendo i passi necessari per cavalcare le due grandi transizioni, che stanno entrando nel suo DNA. Transizioni ancora più sfidanti di quelle del passato, che richiedono un percorso continuo in grado di renderle a misura di imprese, anche micro e piccole”. “Obiettivo – conclude Massoletti – perseguibile con equilibrio normativo, formazione e misure specifiche che concilino la volontà di investire e innovare con margini finanziari compressi”.