AGENTI DI COMMERCIO: “SERVONO REGOLE CERTE”

 

Il settore della rappresentanza commerciale in Italia sta attraversando una fase di profonda trasformazione, segnata dal calo degli agenti e dalla difficoltà crescente di attrarre nuove generazioni. È questo il tema che è stato al centro della due giorni nazionale organizzata da FNAARC, il 25 e 26 marzo scorsi a Perugia, dove si sono confrontati istituzioni, rappresentanti territoriali e operatori del comparto.

Ai lavori hanno partecipato il segretario generale di Confcommercio, Marco Barbieri, e il direttore generale di Enasarco, Antonio Buonfiglio, insieme ai presidenti e ai funzionari delle oltre cento sedi territoriali della federazione. Un momento di analisi che mette in evidenza criticità ormai strutturali per la categoria.

dati Enasarco confermano una tendenza chiara: nel 2025 gli agenti di commercio contribuenti sono circa 206 mila, in calo rispetto agli anni precedenti, con una diminuzione dell’1% rispetto al 2024. Ancora più significativo è il dato anagrafico: solo il 19% degli agenti ha meno di 40 anni, mentre cresce il peso delle fasce più mature. L’età media si attesta intorno ai 52 anni per gli uomini e ai 49 per le donne, con un ingresso nella professione che avviene mediamente a 36,5 anni. Le nuove iscrizioni, pari a 10.902 nel 2025, rappresentano appena il 5% degli agenti in attività.

Numeri che, ha sottolineato il presidente di Agenti Fnaarc, Alberto Petranzan, impongono una riflessione soprattutto alle piccole e medie imprese. “Questi numeri devono far riflettere, soprattutto le pmi. Se oggi non si creano le condizioni per attrarre giovani nella professione – ha affermato – domani le aziende non avranno più reti commerciali”. A frenare l’ingresso dei giovani nella professione contribuiscono spesso condizioni contrattuali poco chiare o non conformi agli Accordi economici collettivi.

Spesso le aziende usano impropriamente contratti da procacciatori d’affari o da consulenti al posto del contratto di agenzia – ha spiegato Petranzan – che invece è l’unico applicabile per chi lavora a provvigioni in maniera stabile e continuativa”. In questo contesto si inserisce il recente rinnovo dell’Accordo Economico Collettivo del settore commercio, mentre è già in corso il confronto per i comparti industria e artigianato. L’obiettivo è individuare un punto di equilibrio tra le esigenze delle aziende mandanti e quelle degli agenti, rafforzando certezza e stabilità nei rapporti di lavoro. La chiarezza delle regole resta, secondo FNAARC, un elemento imprescindibile.

Patti chiari, amicizia lunga. L’AEC – ha concluso Petranzan – è l’elemento di certezza su cui costruire rapporti corretti e duraturi, in un’ottica di lealtà e buona fede reciproca tra imprese e agenti”. Parallelamente, la Federazione promuove iniziative mirate a favorire il ricambio generazionale. Tra queste, “La Piazza degli Agenti”, realizzata in collaborazione con Randstad ed Everap, punta ad avvicinare nuovi professionisti al settore e a diffondere una cultura contrattuale corretta, in linea con gli accordi collettivi.

 

Fonte: Confcommercio.it